In alcuni casi, la rinuncia all'eredità può essere una soluzione da valutare attentamente sia dal punto di vista fiscale che dal punto di vista della distribuzione del patrimonio fra gli eredi. In questo articolo analizziamo proprio questo istituto.

La rinuncia all'eredità deve essere fatta dall’erede (o dagli eredi) con atto notarile o davanti al Cancelliere del Tribunale. E’ una dichiarazione molto semplice e con costi ridotti.

La rinuncia all'eredità è per forza TOTALE. Non si può rinunciare solo ad una parte dell’eredità. Restano fuori dalla rinuncia il diritto di abitazione e il diritto alla pensione di reversibilità a favore del coniuge superstite che rinuncia all’eredità.

La rinuncia all'eredità ha l’EFFETTO di “far uscire” chi rinuncia dal processo ereditario. Chi rinuncia quindi non è più coinvolto nell’eredità, nel bene e nel male. Non ha più diritto a beni compresi nell’attivo ereditario e non può essere chiamato in causa dai creditori del defunto. Si libera di oneri e onori!

QUANDO E’ BENE RINUNCIARE ALL’EREDITA’?

Quando si è sicuri che il defunto ha lasciato più debiti che elementi attivi (in genere quindi dopo aver verificato il tutto con l’inventario)
Oppure quando è l’erede stesso ad avere problemi finanziari e creditori che potrebbero aggredire i beni ereditati.

CHI SUBENTRA AL RINUNCIANTE?

All’erede rinunciante subentrano i suoi figli. Quindi attenzione alla rinuncia nel caso in cui venga fatta per evitare problemi di debiti del defunto.
In mancanza di figli del rinunciante, gli altri eredi accrescono la loro quota di eredità.
Esempio: se il defunto lascia eredi i tre figli e uno di questi (senza figli) rinuncia, l’eredità va tutta agli altri due fratelli.

QUANDO PUO’ CONVENIRE LA RINUNCIA ALL’EREDITA’?

Esistono casi in cui la rinuncia all'eredità può servire a fare pianificazione successoria e a risparmiare imposte.
Pensiamo al caso di un defunto molto anziano che lascia eredi il coniuge (anche esso molto anziano) e i figli. La rinuncia del coniuge superstite ha l’effetto di far passare i beni direttamente ai figli, evitando così un’altra successione e i costi relativi.

Nel prossimo articolo parleremo della successione dei BENI SITUATI ALL’ESTERO appartenenti al defunto.

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Paolo e Lorenzo Stagno