Poste Italiane ha iniziato ad inviare comunicazioni a diversi soggetti che le hanno venduto crediti fiscali da Superbonus o altri bonus fiscali. In questo articolo vediamo chi deve preoccuparsi e come preparsi alle richieste di Poste. 

Una buona parte delle persone che hanno maturato dei crediti fiscali derivanti dal Superbonus e dalle altre agevolazioni fiscali (Bonus Facciate 90%, Ecobonus ordinario 50% e 65%, Sismabonus ordinario 70% e 80%, Bonus ristrutturazione 50%) hanno optato per la cessione del credito a Poste Italiane. In una prima fase, la procedura di cessione del credito a Poste Italiane non prevedeva alcun controllo documentale da parte di Poste. 

Adesso, però, l'Agenzia delle Entrate ha bussato alla porta di Poste chiedendo i documenti relativi a diverse pratiche e Poste sta ribaltando questa richiesta sui clienti. 

Quali sono le pratiche interessate dalla richiesta di documenti?

Le pratiche interessate dalla richiesta di documenti sono quelle concluse negli anni 2020, 2021 e 2022. Per le pratiche concluse nel 2023, infatti, Poste ha già a disposizione i documenti relativi agli interventi che hanno dato origine al bonus avendoli richiesti mediante apposita piattaforma prima di procedere con l'acquisto del credito. 

Sono quindi solamente le persone e le imprese che hanno ceduto crediti a Poste durante il 2020, 2021 e 2022 a doversi preoccupare del possibile arrivo di una richiesta di documenti da parte di Poste. 

Quali sono i documenti richiesti?

I documenti che Poste chiederà ai clienti sono quelli necessari per limitare la responsabilità solidale dell'acquirente elencati espressamente dal DL 11/2023:

  • titolo edilizio abilitativo degli interventi oppure dichiarazione che tale titolo non era necessario
  • notifica preliminare inviata all'azienda sanitaria locale
  • visura catastale ante operam oppure visura catastale storica
  • fatture, bonifici e altri documenti che dimostrino il sostenimento delle spese
  • asseverazioni con ricevuta di presentazione quando obbligatorie per legge
  • delibera condominiale e tabella millesimale (ovviamente solo per interventi sui condomini)
  • per gli interventi di ecobonus: legge 10, ape e certificazioni dei produttori dei beni installati
  • visto di conformità
  • autocertificazione di rispetto degli obblighi antiriciclaggio
  • contratto di appalto
  • per gli interventi di sismabonus: allegato B, allegato B1 e allegato B2.

Bisogna sottolineare che i tempi per presentare questa documentazione sono stretti. Poste ha imposto un limite di soli 30 giorni per rispondere!

Cosa succede se non si inviano i documenti?

Il rischio, se non si inviano i documenti, è che Poste si rivalga sul cliente nel caso in cui l'Agenzia delle Entrate gli vietasse di utilizzare in compensazione i crediti acquistati. In parole povere, il rischio è che Poste, per vie legali, chieda la restituzione di quanto pagato ai clienti in virtù dei contratti di cessione del credito stipulati per le pratiche ritenute "sbagliate" da parte dell'amministrazione finanziaria. 

Come prepararsi alla richiesta di documenti?

Prima che arrivi la comunicazione da parte di Poste è bene riprendere in mano la documentazione relativa ai lavori e alla cessione del credito preparando tutti i documenti sopra riportati. In questo processo è bene coinvolgere sia i tecnici (Geometri, Architetti e Ingegneri) coinvolti a vario titolo (direttore lavori, tecnico asseveratore, tecnico che ha presentato la cila/scia...) che il Commercialista che si è occupato del visto di conformità per non farsi trovare impreparati.

Se vuoi approfondire il tema o hai bisogno di un supporto non esitare a contattarmi!

Lorenzo Stagno