Il Superbonus 110% è un tema di cui tutti hanno ormai sentito parlare. Da quando è stato introdotto nel 2020 ha diviso l’opinione pubblica per l’impatto sui conti pubblici e per i diversi problemi che ha creato.

In questo blog abbiamo più volte affrontato il tema del Superbonus e, visto che ormai ci avviamo alla fine dell’agevolazione, dobbiamo iniziare a trattare il tema dei controlli e delle sanzioni. Come sempre, infatti, quando lo Stato concede delle agevolazioni procede poi al controllo circa la spettanza e al corretto utilizzo delle stesse. 

Si tratterà ovviamente di controlli a campione. Non tutti i cantieri verranno controllati ma, visto l’interesse suscitato dal tema, è probabile che la percentuale di cantieri controllati sarà molto elevata.

I controlli e gli enti controllori

I controlli in realtà sono già iniziati e gli enti coinvolti sono molteplici:

  • Unione Europea: parte del Superbonus è stata finanziata da risorse derivanti dal PNRR pertanto anche l’UE procedere a dei controlli. Da quanto pubblicato dalle testate giornalistiche più importanti, i controlli eseguiti fino ad oggi (con ispezioni in cantiere) non hanno fatto emergere truffe.
  • ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile): farà dei controlli in cantiere per verificare che quanto dichiarato nelle asseverazioni coincida con quanto effettivamente realizzato. ENEA ha in suo possesso tutte le asseverazioni relative all’Ecobonus 110% pertanto conosce tutti i cantieri realizzati.
  • Comuni: sono incentivati a segnalare anomalie mediante l’attribuzione di una quota dell’imposta accertata in seguito ad una loro segnalazione. I comuni hanno a disposizione tutte le pratiche edilizie e possono agevolmente controllare eventuali profili di violazione.
  • Agenzia delle Entrate/Guardia di Finanza: svolgeranno i controlli fiscali. Si tratterà probabilmente di controlli documentali più che di controlli in cantiere.

Dai controlli realizzati dall’UE, dall’ENEA e dai Comuni possono poi nascere accertamenti fiscali gestiti da Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza.

I tempi dei controlli

I tempi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza sono molto lunghi. Bisogna distinguere fra:

  • credito non spettante
  • credito inesistente

La differenza fra queste due categorie è molto sottile ed è stata recentemente oggetto di modifiche importanti.
Torniamo alle tempistiche:

  • crediti non spettanti → 5 anni
  • crediti inesistenti → 8 anni

Il problema vero è che il termine dei 5 o degli 8 anni decorre dall’ultima compensazione. Facciamo un esempio per capire meglio: Marco ha sostenuto le spese nel 2023 e ha ceduto i relativi crediti a una banca.
La banca ha diritto a compensare il credito in 4 rate annuali da utilizzare negli anni:

  • 2024
  • 2025
  • 2025
  • 2027

Da quando la banca compensa l’ultima rata nel 2027 iniziano a decorrere i 5 e gli 8 anni. L’avviso di accertamento potrebbe quindi arrivare ben 12 anni dopo il sostenimento delle spese!

Le sanzioni

Alle sanzioni abbiamo dedicato un articolo specifico.

Cosa fare adesso

Tutti gli amministratori di condominio e i committenti privati che hanno usufruito del Superbonus devono riprendere in mano la documentazione per controllare, prima che inizino i controlli fiscali, che sia tutto stato fatto correttamente e che non manchi nessun documento.
Noi, come studio, stiamo seguendo diversi clienti in questa fase di “controllo preventivo”: è sicuramente meglio non farsi trovare impreparati di fronte alle contestazioni dell’Agenzia delle Entrate!

 

Ho parlato di questi temi anche nel podcast Giungla Fiscale. Qui trovi il video della mia intervista.

 

Se vuoi approfondire il tema o hai bisogno di un supporto non esitare a contattarmi!

Lorenzo Stagno